L’Export non è Donna

L'Export non è Donna.

I giornali  sono pieni di titoli “il settore tal-dei-tali si salva solo grazie all’export” , ma le donne che ruolo hanno nell’Export

Guadagniamo meno, occupiamo meno poltrone e dobbiamo lottare per le quote rosa ad ogni governo. 

Sembrerebbe, anche,  che vendiamo meno all’estero rispetto ai nostri colleghi uomini. Peraltro, con percentuali preoccupanti. Nel caso dei ministeri o degli stipendi la media è di uno a tre, nel caso dell’export siamo a un rapporto di uno a cinque: solo un’azienda europea che esporta su cinque è guidata da una donna.

I dati arrivano dal rapporto From Europe to the world: understanding challenges for European businesswomen”  Leggendo i dati sembrerebbe che noi donne esportiamo meno, nei comparti meno competitivi.

Una luce la vediamo con l’agroalimentare, spesso si tratta di aziende famigliari ereditate da donne.   

L’export alimentare, però, in Italia, non è la fetta più grossa, seppure con previsioni di crescita. 

L’industria manifatturiera  traina il commercio estero, e lì le donne non sono ancora  protagoniste. Farmaceutica, auto, macchinari: questi sono i campioni dell’export europeo. 

In una cosa, però, le donne europee sembrano più intraprendenti: nella capacità di cercare fondi per finanziare la propria attività di export. Fa domanda di finanziamenti all’internazionalizzazione il 17% delle manager contro l’11% dei colleghi maschi. 

Anche in Italia ci sono diverse opportunità per incentivare l’imprenditoria femminile.

Potete dare uno sguardo qui http://imprenditricioggi.governo.it/ 

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